(20) Marketing sensoriale

La crisi economica sta peggiorando sensibilmente la situazione dei piccoli negozi, già da anni alle prese con la forte concorrenza della grande distribuzione organizzata e dei centri commerciali. Per sottrarsi ad un destino quasi certo, quello della chiusura definitiva, queste botteghe devono reinventare il proprio rapporto con il cliente. Per questo sarebbe utile un’agenzia di marketing sensoriale che si rivolga in modo specifico a queste realtà.

L’agenzia dovrebbe proporre un restyling completo sfruttando in modo competitivo l’approccio emotivo con la clientela che la GDO e le grandi catene proprio per loro natura faticano ad instaurare. Le vecchie botteghe potrebbero sfruttare a loro vantaggio la storia antica e la professionalità che le persone associano ai mestieri di una volta, mentre i negozi di alimentari dovrebbero creare un vero e proprio incontro di sensi con la natura.

Questo cambiamento sarebbe infine più facile da affrontare per le piccole attività che potrebbero quindi battere sul tempo i loro concorrenti più organizzati.

(20) Marketing sensorialeultima modifica: 2009-06-07T12:07:00+00:00da idea-re
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2 pensieri su “(20) Marketing sensoriale

  1. L’idea è buona. Ma non credo possa valere per qualsiasi tipologia commerciale. Ad esempio nei negozi di fotografia di una volta, si andava a comprare la macchina fotografica, la pellicola, il flash, poi il tele o il grandangolo ma non solo. Si chiedevano consigli al venditore esperto che spesso era il titolare o un suo parente o un bravo impiegato e spesso si stabiliva un rapporto di fedeltà grazie a un servizio di consulenza. Lo stesso poteva accadere dal ferramenta, nel piccolo rivenditore di computer o di accessori per l’idraulica o il giardinaggio. Oggi questi negozi non reggono più la concorrenza delle grandi catene che possono praticare prezzi più bassi grazie ai grandi volumi di rifornimenti e di vendite. Ma provate a chiedere a un impiegato spiegazioni o consigli su una macchina fotografica o un frigo o un televisore o rubinetto o uno sifone. La maggior parte sfugge il cliente e se non può fornisce consigli generici con scarsa competenza specifica. Quanto alla cortesia, vicina allo zero. Il rapporto tra il tempo trascorso dal cliente in attesa di rivolgere la domanda e quello per fornire la risposta è quasi sempre elevatissimo, talvolta infinito. Perché la risposta è semplicemente non lo so, non conosco questo modello o un voltafaccia e una fuga verso un ignoto altro impegno più urgente.
    Per tornare al marketing sensoriale io credo che sia una delle strade più promettenti per reinventare la propria attività se questo significa anche innovare e fornire una più moderna professionalità al servizio del cittadino consumatore. Innovare puntando sulla qualità, del prodotto e del servizio offerto. In tal caso il prezzo potrebbe forse avere un impatto meno determinante su alcune fasce di clientela. Mi chiedo se questo valga soltanto nel settore alimentare o anche in altri.

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